martedì 18 giugno 2013

ma quando mi hai nascosto il tuo sguardo, la paura mi ha preso


IL DIO DELLA VITA
di p. Attilio Franco Fabris

La Scrittura apre davanti a noi le sue pagine parlandoci di un Dio vivente che chiama alla vita tutte le cose, che progetta l’uomo affinché possa  condividere la sua stessa vita. Dice il Salmo 36: “E’ in te la sorgente della vita”.
Da un capo all’altro la Scrittura è pervasa da un senso profondo della vita in tutte le sue forme.
E l’uomo preso da stupore per la scoperta della vita in se stesso e in tutto ciò che lo circonda, consapevole che esso da un momento all’altro può essere ripreso, persegue e chiede a Dio questo dono con una speranza instancabile:
“Stavo bene e pensavo: «Non corro alcun pericolo».
Tu sei stato buono con me,
mi hai reso stabile come una montagna,
ma quando mi hai nascosto il tuo sguardo, la paura mi ha preso.
 A te, Signore, ho gridato,
a te ho chiesto pietà:
«Se muoio e finisco nella tomba che vantaggio ne avrai?
I morti non possono lodarti,
non proclamano la tua fedeltà.
Ascoltami, Signore, abbi pietà, Signore, vieni in mio aiuto” (Sal 30,7-11).

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