Parlo con l’uomo che sta sempre con me,
sentenziò Machado,
e dentro di me cammina un bambino
che esplora i colori del mondo.
Lui è il personaggio ed io la trama.
Nella sua immaginazione vedo gli eroi
che sognò nei miei passi.
Dennis Ávila, Honduras 1981
domenica 25 dicembre 2016
sabato 24 dicembre 2016
La vita non sempre fa male
RISARCIMENTO
La vita non sempre fa male,
può stracciarti le vele, rubarti il timone,
ammazzarti i compagni a uno a uno,
giocare ai quattro venti con la tua zattera,
salarti, seccarti il cuore
come la magra galletta che ti rimane,
per regalarti nell’ora
dell’ultimo naufragio
sulle tue vergogne di vecchio
i grandi occhi, il radioso
innamorato stupore
di Nausicaa.
Gesualdo Bufalino
saliteci sopra salite
Vi lascio una scala
traballante
incompiuta
con qualche scalino rotto
alcuni marci
e più di uno
intero.
Riparatela
mettetela in piedi
saliteci sopra
salite
fino a toccare la luce.
Claribel Alegría
Estelí, Nicaragua 12 5 1924
venerdì 23 dicembre 2016
E allora si può vivere anche senza
Apro un cassetto, un altro ancora, poi un armadio.
Per la miseria! non c’è un filo di spazio.
Mi dico “dovresti buttar via un po’ di roba” ma proprio non riesco a disfarmi di niente,
o meglio,
è insopportabile per me fare a meno di tutto quello
che ho desiderato, che ho dimenticato e poi cercato, che ha fatto parte dei miei giorni, della mia vita.
La sindrome dell’abbandono è una condizione
che ho vissuto nel momento stesso in cui sono venuta al mondo e, come un imprinting, è rimasto stampato per sempre nella mia memoria affettiva.
Deve essere per questo che vivo nel terrore di poter essere separata per sempre, per un motivo o per un altro, da quello a cui sono più attaccata, fosse anche un oggetto sprofondato e dimenticato nel più remoto angolo della mia casa.
E dire che il destino, una mattina, stabilisce tuo malgrado,
che puoi fare a meno di chi ti ha accompagnato il primo giorno a scuola e per un lungo tratto della vita.
Da un giorno all’altro, fai a meno di chi, con la sua voce, ha scandito il ritmo dei tuoi giorni ed era, ogni mattina, la sostanza di un altro giorno insieme.
E allora?
E allora si può vivere anche senza
il servizio spaiato da thè della bisnonna , dei vecchi libri del liceo, messaggeri d’amore inconsapevoli, tra l’ora di storia e quella di latino.
Puoi fare a meno delle carte stradali di mezza Europa e dei disegni sbiaditi di un’estate a Salisburgo. Vivrai lo stesso anche senza
il vecchio scialle in cui ogni tanto affondi il viso e che ha perso ormai l’odore della pelle di tua madre.
Vivrai, comunque, senza
le peonie di seta che comprasti al mercato di Honfleur, un mattino d’agosto che intorno c’era una luce che abbagliava i tuoi occhi e la tua vita. E tu fosti tanto sciocca da pensare che quell’attimo fosse l’eternità.
Le peonie di Honfleur
Di Annamaria Sessa
giovedì 22 dicembre 2016
ormai più nulla può giovare
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.
Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.
Wystan Hugh Auden (York,Inghilterra 21 febbraio 1907 – Vienna, 29 settembre 1973)
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.
Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.
Wystan Hugh Auden (York,Inghilterra 21 febbraio 1907 – Vienna, 29 settembre 1973)
mercoledì 21 dicembre 2016
Chissà se tutto fu un autoinganno.
Non prendere molto sul serio
ciò che ti dice la memoria.
Forse questa sera non è mai esistita.
Chissà se tutto fu un autoinganno.
La grande passione
esiste soltanto nel tuo desiderio.
Chi ti dice che non ti racconta finzioni
per prolungare il finale
e per suggerire che tutto questo
aveva almeno qualche senso.
José Emilio Pacheco Berny (Ciudad de México, 30 de junio de 1939)
giovedì 20 novembre 2014
consigli di San Ambrogio
E' un estratto dai "Sette dialoghi con Ambrogio, Vescovo di Milano"
(Centro Ambrosiano, 1996).
2. Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.
3. Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro; siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio anche quando sembrerà che si dimentichino di voi.
4. Non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande, non siate voi la zavorra che impedisce di volare.
5. Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna, e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è insopportabile una vita vissuta per niente.
6. Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e la stima che voi avete di loro; più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio delle passioni, il gusto per le cose belle e l’arte, la forza anche di sorridere. E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato: e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato.
7. I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perché ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene.
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